Venti anni fa crollava il muro di Berlino,per chi come me ricorda il periodo è certamente il segno inequivocabile del trascorrere degli anni,ma rappresenta anche che la storia non finisce nell'ultimo capitolo dell'ultimo libro dell'liceo o università che sia,ma vive e prosegue il suo percorso,come ha fatto prima di noi,e come fara anche dopo.
Anni dopo riguardare i mille cambiamenti generati da quell'evento simbolico conclusione della perestroica e della glasnost politiche di apertura all'occidente,che portarono alla fine dell'URSS antagonista degli USA nella cosi detta guerra fredda,è veramente incredibile analizzare
gli effetti che produsse non solo nella geo-politica internazionale,ma ancor di più nella nostra politica interna.Ritengo sia chiaro per tutti ormai la fortissima relazione tra fine dell'interesse degli USA per l'Italia dopo la fine dell'impero del soviet e tangentopoli o il periodo stragista di cosa nostra,manovalanza della massoneria deviata e dei servizi segreti che divenuta un cane sciolto.
In quel momento di rottura di equilibri e di profonda crisi sociale l'Italia sbagliò definitivamente affidandosi a quanto di peggio si potesse trovare alloroa,finti imprenditori mafiosi pidduisti beceri montanari,e all'opposizione"finta da allora"gente sensa più fedi e o ideali che innamoratisi del diavolo ne sposarono il perverso disegno che oggi vediamo della mafiocrazia.
Ma sopra a tutto direi che la celebrazione di questo aniversario dovrebbe farci capire che i comunisti che tanto ossessionano Mr.B non esistono più da anni,anche se uno forse c'è ancora;infatti Putin pochi mesi fa ha fatto incidere nuovamente i dettami del compagni Stalin nel Cremlino,e risulta che l'80% delle cariche politiche in Russia le detengono ex appartenenti al KGB.

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